CHP
Gradski Stan Housing Complex, Podgorica, Montenegro
Landscape design for the new commercial and residential complex, competition, in collaboration with Tenet Arch
2025








Architectural Project: Tenet Arch – Leonardo Chironi, Stefano Moffa Passamonti, Letizia Pella, Martina Zanesi (Leader), Gabriele Licciardi (visualisation), Antonio Soramel – in collaboration with: Arch Phd Giovanni Rasetti / MEP/Structure: Duegielle / Views: fore_ut
CONCEPT. The proposal for the urban development of the City Housing Gradski Stan in Podgorica sets out a clear and rigorous settlement principle, referring to some of the most significant examples of urban architecture from the recent past.
Reflecting on contemporary living standards and needs, and on the degree of flexibility that housing must provide in response to the indeterminacy of domestic life, the project proposes diversified and transversal apartment layouts capable of addressing different social groups and household structures. Comfort and the quality of both interior and exterior spaces have guided a sustainable approach that does not renounce figurative research on the built volumes.
Arranged along the perimeter of the plot, five prototype buildings define a sequence of garden spaces, characterised by both planted and mineral surfaces, within interconnected voids and a large central open space. The latter represents the focal point of the project: a permeable and porous green heart protected by the continuous
built edge formed by the buildings. From the street defined by porticoes and the articulation of the façades the garden remains visually accessible, establishing a relationship while at the same time maintaining a clear hierarchy between street and courtyard. Each building block accommodates different apartment types and functions as a replicable urban model that can be employed for future developments.
LANDSCAPE. The landscape strategy for the City Housing Gradski Stan is conceived as an integral component of the urban structure, reinforcing the settlement principle and mediating between the public realm and the residential core of the development. It is grounded in a careful reading of the site and its anthropic and vegetative identities,
combined with an assessment of local climatic conditions winter and summer temperatures, increasing drought, and the constant presence of wind and a commitment to sustainable mobility.
The perimeter arrangement of the buildings plays a decisive role in shaping the open spaces, establishing a clear hierarchy and sequence between the public street, the architectural depth of the built edge, and the internal garden. This configuration defines two complementary realms: a publicly accessible street space along the outer perimeter, and a protected yet permeable inner courtyard conceived as a neighbourhood garden.
The street is designed as an active and inclusive public space, accommodating different modes of movement pedestrian paths, cycle routes and vehicular access clearly separated through planting and aligned rows of trees that function as both visual and acoustic buffers. Commercial activities at ground level contribute to the animation of the streetscape, while low-maintenance planting composed of groundcovers and medium-height shrubs reinforces continuity with the surrounding urban fabric.
The inner courtyard forms the green heart of the project. Sheltered by the continuous built edge, it is conceived as a private but traversable space, crossed by a network of curvilinear paths connecting all buildings and key points of the site, including bicycle parking and public transport access. This spatial permeability encourages everyday use and social interaction while preserving a sense of intimacy and protection.
Vegetation within the courtyard alternates generous lawn areas with groundcover planting and tall canopy trees, providing shade during the summer months and contributing to microclimatic comfort. The decision to locate the underground car park beneath the buildings, rather than beneath the central garden, allows for deep soil profiles
and the planting of large trees at the heart of the block.
Transitional ‘filter’ spaces between the public street and the semiprivate garden further articulate this spatial sequence, softening thresholds through planting, seating and urban furniture, and reinforcing the landscape as a cohesive and socially active framework for the entire development.
CONCEPT. La proposta per lo sviluppo urbano del complesso residenziale Gradski Stan a Podgorica definisce un principio insediativo chiaro e rigoroso, richiamandosi ad alcuni dei più significativi esempi di architettura urbana del recente passato.
Riflettendo sugli standard e le esigenze abitative contemporanee, e sul grado di flessibilità che l’abitazione deve offrire in risposta all’indeterminatezza della vita domestica, il progetto propone layout di appartamenti diversificati e trasversali, in grado di rispondere alle esigenze di diversi gruppi sociali e strutture familiari. Il comfort e la qualità degli spazi interni ed esterni hanno guidato un approccio sostenibile che non rinuncia alla ricerca figurativa sui volumi costruiti.
Disposti lungo il perimetro del lotto, cinque edifici prototipo definiscono una sequenza di spazi giardino, caratterizzati da superfici vegetali e minerali, all’interno di vuoti interconnessi e di un ampio spazio aperto centrale. Quest’ultimo rappresenta il punto focale del progetto: un cuore verde permeabile e poroso protetto dal continuo
bordo edificato formato dagli edifici. Dalla strada, definita da portici e dall’articolazione delle facciate, il giardino rimane visivamente accessibile, stabilendo una relazione e al contempo mantenendo una chiara gerarchia tra strada e cortile. Ogni blocco edilizio ospita diverse tipologie di appartamenti e funge da modello urbano replicabile, utilizzabile per futuri sviluppi.
PAESAGGIO. La strategia paesaggistica per il complesso residenziale Gradski Stan è concepita come componente integrante della struttura urbana, rafforzando il principio insediativo e fungendo da mediatore tra lo spazio pubblico e il nucleo residenziale del complesso. Si fonda su un’attenta lettura del sito e delle sue identità antropiche e vegetali, combinata con una valutazione delle condizioni climatiche locali – temperature invernali ed estive, crescente siccità, presenza costante del vento e impegno per la mobilità sostenibile. La disposizione perimetrale degli edifici gioca un ruolo decisivo nel plasmare gli spazi aperti, stabilendo una chiara gerarchia e sequenza tra la strada pubblica, la profondità architettonica del bordo edificato e il giardino interno. Questa configurazione definisce due ambiti complementari: uno spazio stradale accessibile al pubblico lungo il perimetro esterno e un cortile interno protetto ma permeabile, concepito come un giardino di quartiere.
La strada è concepita come uno spazio pubblico attivo e inclusivo, che accoglie diverse modalità di movimento: percorsi pedonali, piste ciclabili e accessi veicolari chiaramente separati da piantumazioni e filari di alberi allineati che fungono da barriere visive e acustiche. Le attività commerciali a livello stradale contribuiscono ad animare il paesaggio urbano, mentre le piantumazioni a bassa manutenzione, composte da tappezzanti e arbusti di media altezza, rafforzano la continuità con il tessuto urbano circostante.
Il cortile interno costituisce il cuore verde del progetto. Protetto dal perimetro edificato continuo, è concepito come uno spazio privato ma percorribile, attraversato da una rete di percorsi curvilinei che collegano tutti gli edifici e i punti chiave del sito, compresi i parcheggi per biciclette e l’accesso ai mezzi pubblici. Questa permeabilità spaziale incoraggia l’uso quotidiano e l’interazione sociale, preservando al contempo un senso di intimità e protezione.
La vegetazione all’interno del cortile alterna ampie aree a prato con piantumazioni tappezzanti e alberi ad alto fusto, che forniscono ombra durante i mesi estivi e contribuiscono al comfort microclimatico. La decisione di collocare il parcheggio sotterraneo sotto gli edifici, anziché sotto il giardino centrale, consente di sfruttare la profondità del terreno e di piantare grandi alberi nel cuore dell’isolato.
Gli spazi di transizione “filtro” tra la strada pubblica e il giardino semiprivato articolano ulteriormente questa sequenza spaziale, ammorbidendo le soglie attraverso la vegetazione, le sedute e l’arredo urbano, e rafforzando il paesaggio come cornice coesa e socialmente attiva per l’intero complesso.